Ordinamento tassonomico dedicato al gruppo delle Cycadopsida, una classe di piante a semi, primitive. Questa collezione di autentici fossili viventi, gimnosperme in gran parte provenienti dall’emisfero australe risalenti a prima del Mesozoico, vanta un esemplare di Cycas revoluta del 1799, dono di Maria Carolina di Borbone. Ricordato come primo esemplare di questa specie coltivato in piena aria in Europa, oggi è parte di una collezione che documenta circa la metà delle cicadee conosciute. Essa vanta diversi esemplari di pregio coltivati all’aperto, tra cui Encephalartos altensteinii e Macrozamia moorei.

All’interessante gruppo tassonomico, è stato dedicato uno specifico spazio a contatto dell’area destinata al Palmetum. I superstiti “dinosauri” del mondo vegetale sono stati così posti a confronto con piante apparentemente simili ma assai distanti filogeneticamente. Nell’Orto, la dotazione di generi di Cycadopsida è passata da 3 (Cycas, Dioon, Ceratozamia) a 9, mentre si è note- volmente arricchita quella dei taxa specifici che da 4 (Cycas revoluta, C. circinalis, Dioon edule e Ceratozamia mexicana) è passata a un centinaio, apparte- nenti a 9 degli 11 generi conosciuti. Escludendo infatti Chigua e Bowenia, vi sono rappresentati tutti i generi (Cycas, Dioon, Ceratozamia, Encephalartos, Microcycas, Zamia, Macrozamia, Lepidozamia e Stangeria). Fra di essi, per ricchezza di taxa specifici, emergono Encephalartos e Cycas.

Varie specie sono rappresentate da individui di entrambi i sessi e, quasi sempre, di età differente; alcuni sono annosi, altri di media età. Questo nuovo ordinamento, in considerazione del valore, della delicatezza e della rarità di alcuni reperti è dotato di impianto di videosorveglianza ed è sotto continua vigilanza del personale, nelle ore di apertura al pubblico. Pannelli esplicativi ne rendono agevole la visita. L’efficacia didattica è determinata dal richiamo che il gruppo alimenta. Il continuo riferimento ai “fossili viventi”, alle “prime piante dotate di semi”, all’evidente carattere dioico delle piante, ne fa oggetto di istintiva curiosità fra studenti e visitatori in genere. Il nuovo impianto, inquadrabile fra gli ordinamenti tassonomici, di per sé costituisce un tematismo che ben si presta alla finalizzazione didattica delle collezioni scientifiche degli orti botanici e nell’Orto di Palermo esso costituisce uno straordinario strumento di sensibilizzazione del pubblico per quanto concerne l’evoluzione dei vegetali.

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